5 gennaio 2012

Centomilacinquecento battiti per unità di tempo


Vacanze in Calabria, capitolo primo: l’imbarazzo.

Mi imbarazza camminare per strada ed incontrare di continuo persone che conosco, non sapere se salutarle semplicemente o fermarmi a parlare e se decido di fermarmi non so mai cosa dire e come concludere una conversazione che nessuno dei due vuole duri troppo a lungo.

Mi imbarazza uscire con mia madre e incappare in parenti di cui ignoro l’esistenza, cui puntualmente mi presento porgendo la mano e dando del lei, prima di scoprire di essere davanti ad una qualche cugina di nono grado, sorpresa della mia statura (un metro e sessanta scarso, uno e cinquantanove per l’esattezza, davvero sorprendente) e dal mio progredire biologico (le meraviglie della natura!).

Mi imbarazza anche incontrare le conoscenti di mia madre, che ignorandomi totalmente chiedono a lei quanti anni abbia, dove viva e cosa studi. Poi rispondo io e si girano verso me, sconcertate che mi sia stato fatto dono della parola.

Vacanze in Calabria, capitolo secondo: i compagni di liceo.


“Che si dice a Firenze?”
“Chi non muore si rivede!”
Due espressioni che mi raggelano. Non so mai cosa rispondere. 

“Non hai un ragazzo? Davvero? Nessuno nessuno? Dai non è possibile!”
Cosa c’è di tanto sorprendente nel non avere progetti di matrimonio in corso a vent’anni?
Non ho detto che pratico vita monastica, ho detto che non sono fidanzata. È diverso. 
E no, non ti darò conto delle mie frequentazioni nell’arco di un anno, è davvero fastidioso.

Vacanze in Calabria, capitolo terzo:  il cibo.

Dopo il mito del clima mediterraneo, sfatiamo anche quello delle grandi abbuffate.

La mia cena di Natale è consistita in una cotoletta con contorno di piselli, quella di Capodanno in un piatto di tortellini. Niente bagordi, niente dolci in eccesso, niente carriolate di salumi, niente vasche di pasta.

Solo qualche strappo sull’alcol.

Perciò i nutrizionisti vari ed eventuali convocati dai tg possono farsi gli affaracci loro.

Vacanze in Calabria, capitolo quarto: il mare d’inverno.

La mattina del primo gennaio, dopo una nottata di casini, urla, risate, amici ubriachi, svegliarsi e trovare questo. La calma assoluta.










PS ringrazio blogger che mi fa casini pazzeschi con il font (al momento me ne risultano due diversi nel post, nonostante tutti i miei sforzi).

13 commenti:

  1. primo: che cazzo è un font?
    secondo: posso scrivere cazzo? cazzo
    terzo: la storia dei compagni di scuola,dei parenti e delle amiche di tua madre mi fa morire. cazzo marzia sei viva,non sei una nana tipo "hoproblemiseridicrescita" e parli porco cane!
    quarto: dove cazzo ero io mentre tu facevi quella foto????

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  2. primo: il carattere della scrittura (le frequentazioni nerd mi stanno rovinando)
    secondo: cazzo sì
    terzo: sei bellissima
    quarto: eri già andata via cazzo, poi me ne sono andata in spiaggia a fare la pensatrice solitaria e fotografare le impronte sulla sabbia come 'na deficiente

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  3. Non so trovare una motivazione logica, ma adoro il tuo modo di scrive...e quello che scrivi ^^

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  4. ....ah, dimenticavo: cazzo!

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  5. concordo con Gatto sul tuo modo di scrivere,all'inizio parti quasi scazzata, quasi depressa, per poi risollevarti alla fine con un qualcosa di solo tuo che anche se c'è una foto, noi non capiremo mai.
    Un pò come quando disegno ;)

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  6. Non riesco nemmeno a figurarmi un pranzo di Natale e una cena di Capodanno così riduttivi. In Calabria, poi! Tra l'altro stavo rimuginando su come la Calabria sta all'Italia come il Messico sta agli Stati Uniti d'America. No?
    Viva l'alcol.

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  7. Parli di imbarazzo. Pensa tu che mio padre e mia madre conoscono 3/4 delle persone che abitano il mio paese e i paesi limitrofi. Di conseguenza, 3/4 degli abitanti conoscono me. Fortunatamente ho pochi parenti qui, e li vedo di rado. Almeno quello è un imbarazzo che mi evito.
    Per quanto riguarda il resto, hai praticamente scritto la storia delle mie vacanze natalizie "fuori sede".
    A parte il cibo. Tornerò a Milano rotolando come i veri ciccioni

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  8. Non vale mangiare poco per Natale, hai barato! Cazzo (kkarma hai creato una moda che funziona alla grande)
    A me fanno impazzire i titoli :D
    Poi il resto non lo leggo... scherzo :P

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  9. Gatto e Lukino: grazie mille, siete tanto gentili! Ed io tanto scazzata in effetti xD

    DDDDavide: non abbiamo proprio quel tasso di omicidi e per ora ci fanno pochi casini alla frontiera

    Nowhere: ribadisco, un ottimo inizio!

    Matt: fortunato te che fuggi prima, io ho ancora il tempo di vivere altre fantastiche avventure

    Redsheen: ti piacciono mica i Baustelle?

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  10. Fratello Macchina6 gennaio 2012 16:30

    che senso di melancolia pervasiva che mi ha dato questa lettura...

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  11. Che trip! Ciao dalla parte opposta dello stivale ;) -Nora*-

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  12. Blogger fa casini pure da me, ma il mare tranquillo è fantastico, primordiale.

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